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    COME E PERCHE' (non bisogna) AVVICINRSI AI CORTINARI
Inserita il 2004-03-07

Come e perch? (non bisogna) avvicinarsi ai cortinari
( Testo e Foto di Bruno Gasparini ? Via Budrio, 12 ? 34149 ? TRIESTE )


Mia mama (semo venesiani) me diceva ?Gi? che ti ghe xe restighe,ma che non ghe ne vegni altri?..
E poi vennero i cortinari.
Si, perch? per imbarcarsi nell? avventura dello studio dei cortinari bisogna avere una rotella che gira a rovescio!
Nel gruppo in cui militavo allora (fine anni settanta), nella sala di determinazione delle mostre micologiche, nessuno si avvicinava ad altri che non fossero il C. praestans ed il C. orellanus. Fu per questo motivo che affidarono a me l?ingrato incarico.
Confesso che, data la scarsa letteratura in mio possesso, molte delle mie determinazioni di allora avrebbero potuto eufemisticamente definirsi fantasiose.
Ma poi, frequentando colleghi pi? esperti e acquisendo man mano letteratura specializzata, cominciai a dipanare una matassa intricata.
Eh si, perch? i cortinari non sono n? pi?, n? meno che funghi come gli altri, con due peculiarit?, per?: ? un genere che comprende molte specie ed hanno caratteri distintivi poco chiari.
Una volta, per?, che ci si addentra nel campo, esso diviene appassionante, una vera e propria sfida ed un continuo argomento di dibattito per chiarire le specie buone da quelle create ad arte per proprio interesse esibizionistico o errata interpretazione.
Una volta che si sicuri sull?interpretazione di 40 ?50 specie, per esercitare il proprio senso critico ? necessario consultare la letteratura tanto per quanto riguarda il tipo originale, che per considerare le interpretazioni.

I motivi per identificare una specie.


La mostra micologica ? il primo momento in cui bisogner? effettuare il riconoscimento delle specie: qui le interpretazioni sono frettolose e talvolta approssimative.
Non c?? tempo per osservare tutte le caratteristiche macro e microscopiche e - tanto ? chi visita la mostra ne sa anche meno?..
Esiste poi lo scopo di studiare una specie per capirla: qui l?argomento diviene interessante ed il confronto con se stessi veramente impegnativo.
C?? poi dell?esibizionismo che consiste nel tentativo di mostrarsi i primi della classe: qui pi? che la conoscenza vale l?individuale capacit? dialettica.
Quale che sia la motivazione per cortinari necessaria una vera passione, perch? prima di determinare una specie, bisogna capire il fungo.
Anche la migliore delle chiavi porta ad identificazioni errate se non si riconosce il gruppo di appartenenza e, successivamente, la specie.

La sistematica.


? il metodo per raggruppare ? naturalmente o artificialmente ? degli oggetti o degli esseri viventi in modo da poterli frazionare e studiarli in un ambito ristretto.
Ho precisato naturalmente o artificialmente, perch? ben diverse sono talvolta la teoria e la pratica.
Quando diciamo Inoloma ci riferiamo ad un taxon illegittimo ai sensi del codice di nomenclatura botanica e pertanto non utilizzabile in un senso scientifico; tuttavia chiaro nel concetto di un cortinariologo, cui viene immediatamente in testa l?idea di un Cortinarius non glutinoso e non igrofano.
E bisogna fare molta pratica, prima di addentrarsi nella teoria, affascinante altrettanto perch? rivela non soltanto il che, ma anche il perch?.
Per il principiante le caratteristiche prime vanno riferite alla letteratura classica (per intenderci quella del Fries, modificata da Orton e Moser).

Funghi glutinosi e non.

Fra i funghi glutinosi, quelli che sono viscidi soltanto sul cappello e quelli che lo sono anche sul gambo.
Fra i secondi quelli che sono chiaramente igrofani (cambiano cio? di colore asciugandosi) e quelli che non lo sono.
Tutto ci? offre un restringersi del campo di determinazione, ma siamo ben lontani da una realt? che ci porti, attraverso delle considerazioni ben pi? precise per capire il gruppo di appartenenza.
Io qui non intendo pubblicare un trattato, ma soltanto dare delle indicazioni generali per far s? che chiunque possa avvicinarsi a questo affascinante gruppo, senza rifiutarlo aprioristicamente.

I gruppi tradizionali.


Trattasi dei sottogeneri come vengono indicati dalla guida alla determinazione dei funghi del Moser.
Vediamoli in larga sintesi.
Nella mia esposizione c?? un grave (e voluto) errore che invito tutti a non seguire: mancano le coordinate del taxon.
Non ? infatti sufficiente indicare il genere e l?attributo, dato che esistono sinonimi e interpretazioni diverse.
Sarebbe perci? indispensabile indicare accanto al nome della specie l?autore e possibilmente la data della pubblicazione valida sotto quel nome.
Ad esempio si dorvebbe sempre scrivere Cortinarius violaceus (L. 1753 : Fr. 1821) Fr. 1838 ssp. Violaceus Fr. 1838.
Ma qui ho inteso indicare i nomi dei Cortinarius pi? comuni e dare al lettore l?opportunit? di documentarsi sulla scrittura esatta ed i caratteri distintivi. Le specie da me indicate (50) sono chiaramente distinguibili e non richiedono uno studio dettagliato, che invece far? pi? avanti.

Una raccomandazione.

Non cercate di forzare una specie dentro il suo nome: o tutti i caratteri corrispondono alla descrizione originale o lasciatelo piuttosto senza nome. La cattiva letteratura ? zeppa di specie mal interpretate!

Cortinarius asciutti e non (o scarsamente) igrofani

Cortinarius. Si potrebbe definire come un gruppo di Cortinarius non viscidi e non igrofani.
Di fatto, stanti le peculiarit? esistenti, ? pi? giusto definirlo come un gruppo di funghi viola asciutti, con pigmento vacuolare,con spora (caso unico nel genere) dotata in molti casi di plaga sovrailare e con cheilocistidi ben differenziati (nonch? in molti casi anche pleuro-, caulo- e pileocistidi).
In Europa ne esistono solo due forme:il Cortinars violaceus (sottolatifoglie)

Cortinarius violaceus

ed il Cortinarius hercynicus (sotto aghifoglie), da molti considerati due sottospecie o variet? dello stesso fungo.
Dermocybe. Sono funghi generalmente medio-piccoli con portamento flammuloide e colori vivaci (ma senza toni violetti) che reagiscono alle basi forti ed hanno pigmenti solubili in ammoniaca ed anche in acqua.


Dermocybe cinnabarina

Leprocybe.
. Qui il discorso si complica, perch? ci? che li accomuna ? la presenza di sostanze fluorescenti all? UV. Una parte di essi ha un aspetto che ricorda le Dermocybe, ma ve ne sono anche altri che sono morfologicamente pi? simili alle Telamonia., ? un taxon artificiale, destinato ad avere un uso prettamente pratico, ma senza valenza scientifica. Tra di essi alcuni Cortinarius veramente interessanti quali il C. cotoneus ed il C. venetus,

Cortinarius venetus.jpg

i micidiali C. orellanus ed C.orellanoides (o C. speciosissimus), il C.tophaceus ed il C. callisteus .

Cortinarius callisteus

I colori prevalenti sono l?olivaceo, il giallo ed il rossastro.
Sericeocybe Si potrebbero definire dei Cortinarius con colori dal bianco al violetto (ma anche con tonalit? brune) che nulla in comune hanno con i gruppi che precedono, n? hanno l?igrofania delle Telamonia.
In genere sono caratterizzati da un carpoforo asciutto e non igrofano ed un cappello almeno in parte di aspetto micaceo, se non altro in condizioni atmosferiche ottimali.
Tra questi annoveriamo in C. traganus ed il C. camphoratus. C?? poi il gruppo degli Anomali (ora pi? propriamente ritenuti del Phlegmacium) dei qual il C. anomalus ed il C. spilomeus.

Cortinarius per lo pi? viscosi.

Phlegmacium

Questo vasto sottogenere (ormai destinato ad essere suddiviso in pi? sottogeneri) viene definito in Cortinarius con il cappello viscoso (almeno nella quasi totalit? dei casi), mentre il gambo ? non viscoso.
Questa almeno la definizione classica. Non ? il caso qui di parlare di vera affinit? per la quale nel gruppo esistono anche sottogruppi totalmente viscosi ed altri totalmente asciutti.
Parlare in dettaglio dei Phlegmacium va al di l? dello scopo di questo lavoro (in Europa se ne contano almeno 200 specie ben distinte). Mi limiter? ad indicare alcune interessanti ed abbastanza comuni.
C. mulitformis : fa parte di un gruppo di funghi a carne bianca e colori ocraceo-giallastri sul cappello, il cui gambo ? fornito di un bulbo ? evidente.
C. turmalis ( o C. sebaceus) simili descrittivamente al gruppo precedente, ma con gambo claviforme. Si annovera nel gruppo il C. claricolor

Cortinarius claricolor

ed il C. variegatus l?unico Phlegmacium con micelio violetto.
C. cliducus gruppo di Cortinarius con caratteristiche analoghe al precedente gruppo,ma con un velo universale ben sviluppato che lascia tracce vistose sul gambo.
C.glaucopus gruppo con colori dall?olivaceo all?arancio (anche giallo) con il gambo violetto ed assenza (o quasi) di reazione sul cappello alle basi.
C. calochrous dai colori vivaci dal giallo al rosso, all?arancio al violetto sul cappello, dalle lamelle ? violette e sovente il velo violetto.

Cortinarius calochrous

Quasi tutti con reazione viva rossa, rosa, in qualche parte del carpoforo (cappello,o carne o lamelle o velo). Ricorder? il C. arquatorum ed il C. dibaphus.
Il C. variecolor, comunissimo nelle peccete e meno comune nella sua sottospecie C. nemorensis in latifoglie fa parte di un vasto gruppo di Cortinarius non bulbosi,poco o nulla viscosi,alcuni con presenza di colori violetto, altri rossicci a carne bianca ed una generale reazione gialla o bruna con bordo giallo sulla cute e sulla carne agli alcali forti.
Ricorder? il comune ed apprezzato C. varius,

Cortinarius varius

ed il C. crassus. Il ben conosciuto C. praestans pu? (anche se non naturalmente) essere qui inquadrato.
Il C. caerulescens ed il gruppo dei suoi simili ? formato da Cortinarius bulbosi violetti o bianchi ed assenza di reazione alle basi.
Il C. infractus ? forse il pi? comune di tutti i Phlegmacium, riconoscibile dai colori grigiastri o olivacei ed al gusto terribilmente amaro.
Il C. purpurascens possiede colori violetto sporchi ed al tocco tende a macchiarsi di violetto:e reagisce in viola con composti iodati (Lugol e Melzer) o con il TL4.
C. odorifer delle peccete fa parte di un gruppo di Phlegmacium grandi con il bulbo marginato, colori gialli,verdi, aranciati, con sovrapposizione di toni rosso ramati, pi? rarmente con presenza di violetto su lamelle, apice del gambo, o bordo del cappello e solitamente con reazione viva agli alcali sul cappello.

Cortinarius odorifer

Ricorder? anche il C. xanthophyllus, il C. prasinus, il C. rufoolivaceus, il C. elegantissimus, il C. splendens,il C. ionochlorus ed il C.elegantior
. Il C. nanceiensis ed il suo gruppo con colori simili al precedente e pari reazioni agli alcali ma con gambo generalmente claviforme .
Ricorder? il C. percomis, che ? un fungo con l?odore di fiori d?arancio.

I Myxacium.

Il sottogenere (nella sua tradizionale definizione) viene definito in Cortinarius con il cappello ed il gambo glutinosi, dovuto alla gelatinizzazione delle ife del velo universale.
Il C. trivialis ? comune quanto il C. infractus ed ? caratterizzato dalle abbondanti squame del gambo.
Un altro gruppo compreso tra il genere Myxacium medio-piccoli, con colori dal bianco al giallo all? arancio di gusto amaro.
Tra questi evidenzio il C. vibratilis,il C. croceo-caeruleo ed il C. barbatus.
Infine il gruppo cosiddetto dei Delibuti di cui i pi? comuni sono il C. delibutus ed il C. salor.Questi funghi hanno tutti delle spore ? rotondeggianti.

Telamonia.

Sottogenere caratterizzato da specie di colore vario e da un cappello asciutto ed igrofano sono la bestia nera del micologo.
Ne indicher? pochissime specie, perch? il loro riconoscimento ? difficile e richiede un?applicazione piuttosto profonda.
C. armillatus con il cappello rossastro e gli anelli rossi sul gambo:cresce solamente sotto betulla. Del gruppo fanno parte il C. bulliardi, il C. cinabarrinus ed il C. anthracinus.
Con colori grigi o violetti il C. torvus di faggeta fornito di un velo generale molto abbondante.
Mi limiter? ad aggiungere il C. acutus, comune e facilmente riconoscibile.
Beh! chiudiamo qui??. per ora.
In futuro cercher? di dare risposte alle incertezze elencando le caratteristiche salienti da gruppo a gruppo e discutendo su alcune specie.

Bruno Gasparini

 
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